	{"id":858,"date":"2014-08-31T21:22:16","date_gmt":"2014-08-31T19:22:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tarli.it\/Home\/?page_id=858"},"modified":"2015-09-01T23:29:47","modified_gmt":"2015-09-01T21:29:47","slug":"dicono-di-lei","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.tarli.it\/Home\/?page_id=858","title":{"rendered":"Dicono di me"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Il paesaggio dell&#8217;anima di Nicoletta Tarli<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Friedrich Durrenmatt avverte che \u201cse la realt\u00e0 potesse parlare non enuncerebbe formule di fisica ma canterebbe una canzone infantile\u201d.<br \/>\nE noi parafrasandolo aggiungiamo che parlerebbe al nostro cuore con un dipinto, magari di Nicoletta Tarli, laddove la natura ci viene incontro con le braccia aperte di fiori e ruscelli. E di cielo. Nell\u2019intento di suscitare agli uomini di buona volont\u00e0 la speranza d\u2019amore e l\u2019ottimismo della ragione.<br \/>\nNicoletta Tarli \u00e8 una pittrice in cammino che persegue bellezza e conoscenza. Con negli occhi le lacrime della malinconia esistenziale.<br \/>\nDa sempre l\u2019artista perugina rincorre un progetto di valori che pone al centro della sua attenzione creazionale la donna rurale e le sue quotidiane fatiche lavorative.<br \/>\nCon tutta la sua squisita sensibilit\u00e0 femminile trasfigura nei suoi esiti pittorici sia le pulsanti emozioni di un cuore sensibile al mistero del creato, sia alla faticosa condizione femminile contemporanea.<br \/>\nNicoletta che ha al suo attivo un percorso artistico di consistente apprezzamento di pubblico e di critica, propone in quest\u2019ultimo evento espositivo antologico, non solo una originale esplosione floreale, ma anche una nota originale e fantasiosa di ottimismo paesaggistico.<br \/>\nIn questa nuova stagione la pittrice, mentre mantiene una continuit\u00e0 con le sue risultanze del passato, dall\u2019altro costruisce impianti artistici laddove planano fantasticamente mongolfiere che sembrano volersi involare verso i cieli infiniti e in direzione di paesaggi dell\u2019anima.<br \/>\nNondimeno questa urgenza di liberazione di Nicoletta Tarli in direzione di una poetica bellezza indeterminata trova ragion d\u2019essere ulteriore in quelle strane automobili in sosta per mancanza di mete precise. Che tra l\u2019altro entrano in una sorta di strabiliante declinazione nella fattualit\u00e0 di leggiadre bambole che mentre ci rammentano la grazia femminile, dall\u2019altro ci ricordano che in ogni donna si cela una musa.<br \/>\nDi sicuro Nicoletta Tarli \u00e8 pittrice che mai s\u2019arrende alle difficili stagioni della vita.<br \/>\nLa luce, per quanto difficile ad alzarsi all\u2019orizzonte, non si lascia travolgere dall\u2019ombra.<br \/>\nAl di l\u00e0 dell\u2019apparenza formale che potrebbe indurci a pensare alla dimensione \u201cnaive\u201d, in verit\u00e0, gli esiti pittorici di Nicoletta Tarli meritano attenzione critica. Le sue tele esprimono le interpretazioni spirituali e concettuali di una donna&#8230; in perenne movimento.<br \/>\n<strong>Giovanni Zavarella 2015<\/strong><br \/>\n<strong>critico d&#8217;arte<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>&#8220;Sentir, aimer, souffrir, se d\u00e9vouer,<\/strong><br \/>\n<strong> sera toujours le texte de la vie des femmes&#8221;.<\/strong><br \/>\n<strong> Honor\u00e9 de Balzac<\/strong><\/em><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u25cf E da quando la creatura &#8211; donna \u00e8 insorta dalla sapienza di Colui che tutto pu\u00f2, non di rado ha vissuto la propria condizione subordinata all\u2019uomo. Non per completare il valore creazionale della coppia, quanto, invece, per vivere uno stato sudditale, incompresa, insoddisfatta e colpevolmente marginale. Sovente i brividi della sua anima che pure secondo Ernest Renan <em>\u201cci mettono in comunicazione con l\u2019eterna sorgente di Dio\u201d<\/em>, restano inascoltati, inutilizzati, non percepiti. Si disperdono in una galassia maschile implosa e si dissolvono in una societ\u00e0 fortemente accentata ed accentuata di arrogante maschilismo ed insignificante isolazionismo. Lasciando distante e sgomenta colei alla quale la sacra natura affid\u00f2 il canto della seconda creazione. A volte obbligandola nella turris eburnea senza porte e finestre. Ripiegata con le mani giunte su se stessa, inginocchiata sul suo straziante dolore lacrimante, in attesa di un\u2019alba che tarda a venire.<br \/>\nPer fortuna su questa dimensione femminile che avverte e registra la risonanza emozionale di un tempo e di situazioni che forse non ci sono pi\u00f9, fatti di una successione di donne in processione e punteggiata di lamenti e pianti, sovviene e sopraggiunge come rugiada su terra riarsa, lenitrice d\u2019amore l\u2019arte.<br \/>\nAssolutamente s\u00ec, la pittura.<br \/>\nAllorquando, come nel caso di NICOLETTA TARLI, la trasfigurazione in immagini, risulta essere l\u2019urlo di una coscienza femminile in cammino, per comprendere ed essere compresa. Per dirlo con Leonardo da Vinci, laddove la <em>\u201cpeinture est un po\u00e9sie qui se voit au lieu de se sentir\u201d<\/em> e dove l\u2019immaginazione emozionale \u00e8 molto pi\u00f9 importante della scienza. \u00c8 un grido di dolore, di allarme, di protesta, di contestazione di una umanit\u00e0 che non sa disporsi in felice auscultazione del bisogno dell\u2019altro. Una umanit\u00e0 che non sa dare carezze all\u2019anima di chi ci \u00e8 vicino. Che invece di indurci allo spogliarello dell\u2019anima, ci imprigiona nel disagio relazionale. Comprimendo la gioia di albe d\u2019amore con il prolungamento di notti tenebrose, dove il luccichio delle stelle \u00e8 spento dai fantasmi in movimento impaurito.<br \/>\nLa nostra pittrice, a differenza di chi non ha la ragione di una ribellione interiore, per assenza di scienza e coscienza, lancia, a mo&#8217; di cerchi concentrici, non solo la visibilit\u00e0 e la credibilit\u00e0 di una donna affaccendata e affaticata entro e fuori della casa, ma visualizza un uomo distinto, distante, estraneo, evasivo, effimero, tutto proteso al suo essere e\/o avere. Indifferente ad una attiva partecipazione. Si badi bene non solo in chiave di lettura materiale, ma soprattutto in quella affettiva. Con alcune accentuazioni come nella sposa sulla motocicletta o nelle percosse del viandante in sulla strada, apparentemente immotivato.<br \/>\nCi\u00f2 non induca a pensare che la pittura di NICOLETTA TARLI sia l\u2019esito di un percorso disperato e disperante. La sua squisita sensibilit\u00e0 ci chiama e ci interroga sul nostro essere insieme. Non per girarci le spalle. Non per procedere l\u2019uno contro l\u2019altro. Ma, invece, la mano nella mano. Per pi\u00f9 e meglio camminare nell\u2019aiuola di memoria dantesca. Nella piena convinzione che solo l\u2019amore \u00e8 il motore vero della vita. Che solo l\u2019amicizia e la solidariet\u00e0 sono i sentimenti per dissolvere le nebbie dell\u2019egoismo.<br \/>\nD\u2019altra parte le ultime opere di NICOLETTA TARLI attenuano questa malinconica visione della vita. La pittrice non solo illumina di pi\u00f9 le tonalit\u00e0 cromatiche con tagli pi\u00f9 teneri, pi\u00f9 morbidi, pi\u00f9 delicati, ma addirittura ripropone la ricomposizione di coppia, situata in un interno, dove accanto all\u2019affaccendarsi delle donne, viene rappresentato un uomo al lato del letto in commossa assistenza della propria donna. Ancor pi\u00f9, questa nuova stagione coloristica di NICOLETTA TARLI che nel passato si era espressa esclusivamente nel turgore dei petali dei fiori, ora trova ad esplodere non solo nelle distese incendiate di rossi papaveri e nel giallo oro del grano, ma anche nella cura di abiti che sembrano non rammentare pi\u00f9 il grigiore dei marroni scuri e verdi bottiglia. Sembra che quei colori del dolore situazionale e formale si siano definitivamente allontanati da Nicoletta che protende ad una figurazione pi\u00f9 contemporanea.<br \/>\nPeraltro questo pizzico di ottimismo che tende a superare la donna profondamente malinconica del tempo pittorico d\u00e9j\u00e0 vu et d\u00e9j\u00e0 pass\u00e9, trova una sua calma espressivit\u00e0, se non felice, almeno serena negli interni, dove la donna pi\u00f9 curata e dai colori pi\u00f9 vivaci si pone e contrappone ai violini, al bicchierino di rosolio, al vasetto di fiori e all\u2019uccello infiduciato sulla soglia della finestra che si allunga in un cielo azzurro sereno dove volteggia la rondine.<br \/>\nCome segnare questa stagione pittorica di NICOLETTA TARLI?<br \/>\nSi tratta di un tempo di transizione.<br \/>\nLa pittrice ha dispiegato le vele del suo brigantino ed ha lasciato il mare delle tempeste.<br \/>\nE\u2019 ancora in alto mare.<br \/>\nPu\u00f2 continuare il viaggio oltre le Colonne d\u2019Ercole o rientrare nella rada.<br \/>\nDi sicuro \u00e8 un tempo che non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019alba, ma neanche il tramonto.<br \/>\nPu\u00f2 arrivare il giorno del sole o la notte della luna.<br \/>\nIndubbiamente la sua pittura \u00e8 poesia dell\u2019anima;<br \/>\n\u00e8 fremito del cuore;<br \/>\n\u00e8 brivido dei sensi.<br \/>\nMa non per questo cessa di lanciare messaggi d\u2019amore agli uomini di buona volont\u00e0.<br \/>\nE Dio sa se ne abbiamo bisogno.<br \/>\n<strong>Giovanni Zavarella 2011<\/strong><br \/>\n<strong> critico d&#8217;arte<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u25cf La pittura non \u00e8 un valore dell&#8217;effimero.<br \/>\nNon si intriga nell&#8217;estetica per contaminare l&#8217;essere, ma solo per renderlo visibile e tendere a rivelarlo.<br \/>\nLa percezione figurazionale nell&#8217;ambito della illimitata cosmicit\u00e0 \u00e8 il tramite di chi ricerca la meraviglia del Creatore.<br \/>\nE quando questo straordinario fenomeno accade <em>&#8220;\u00e0 bouche b\u00e9e&#8221;<\/em> l&#8217;esito visuale si carica di forti tensioni emozionali e di proposte liriche che diventano i cartigli didascalici del mistero creazionale che ci circonda.<br \/>\nE non importa se la scoperta \u00e8 la risultanza di una semplicit\u00e0 di ricerca purch\u00e9 essa sia suscitata dall&#8217;onest\u00e0 intellettuale e dall&#8217;interiore bisogno di ciascuno di noi di incamminarci lungo la strada del bello e del vero.<br \/>\nE Nicoletta Tarli, a cui non fa difetto l&#8217;intima curiosit\u00e0 di frugare nella struggente memoria della civilt\u00e0 contadina, smisura la sua esigenza trasfigurativa nella panicit\u00e0 di un paesaggio solare dove si tagliano dinamiche figure femminili, ben al di l\u00e0 e oltre ogni eccezione fisica.<br \/>\nLa Tarli che non si lascia condizionare pi\u00f9 di tanto dalla prosa del quotidiano, si rifugia nell&#8217;incanto di un affatato paesaggio campestre, laddove insistono, quasi fiabescamente, case contadine e una operosa umanit\u00e0 brulicante che non \u00e8 difficile riscontrare tra le ubertose e colme colline umbre.<br \/>\nE dai suoi risultati complessivi che non si apparentano minimamente con le preoccupazioni cerebrali di tanta pittura astratta, insorgono peculiarit\u00e0 liriche che mentre, a volte, confinano con la spontaneit\u00e0 &#8220;na\u00ecve&#8221;, dall&#8217;altro propongono un nostalgico ricordo di un mondo essenziale, laddove regnava ingannevole (ahim\u00e9 non regna pi\u00f9!) il dio Pan.<br \/>\nE ci\u00f2 non tanto per sfuggire all&#8217;arsa e deserta realt\u00e0 del pragmatico consumismo ma per offrire una gradevole deriva alle angosce dell&#8217;uomo contemporaneo che non ha tempo per pause di riflessioni su chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo.<br \/>\nLa Tarli ha la presunzione di dare con i suoi caldi contrasti coloristici e con le sue composte immagini le soluzioni al faticoso andare dell&#8217;uomo.<br \/>\nE perch\u00e9 non condurlo al miraggio di un&#8217;oasi dove riposare le stanche membra!<br \/>\nAlla speranza non si chiede da chi viene e da dove viene.<br \/>\nE noi non lo chiediamo a Nicoletta Tarli.<br \/>\n<strong>Giovanni Zavarella<\/strong><br \/>\n<strong> critico d&#8217;arte<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u25cf Ha scritto Sigmun Freud <em>&#8220;L&#8217;arte costituisce un regno intermedio tra la realt\u00e0 che nega i desideri ed il mondo della fantasia che li appaga&#8221;<\/em>.<br \/>\nEcco io credo che se il padre della psicanalisi fosse vissuto oggi ed avesse avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di vedere le tele che Nicoletta Tarli ha raccolto in questa significativa rassegna, avrebbe sicuramente e con forza confermato questo suo giudizio, perch\u00e9 in queste opere l&#8217;originale artista perugina, grazie alle sue fantasiose e fantastiche creazioni, riesce a dare corpo e vitalit\u00e0 a quei desideri che la realt\u00e0 ci nega ma che la fantasia riesce ad appagare.<br \/>\nChi di noi infatti non ha desiderato, almeno una volta nella vita, di potersi liberare nel cielo, lieve e leggero, e volare, volare lontano lass\u00f9 nel cielo infinito di un blu dipinto di blu.<br \/>\nChi non ha mai desiderato, colto magari da quell&#8217;aspirazione all&#8217;onnipotenza dell&#8217;umanit\u00e0 primitiva&#8221; &#8211; della quale parlava sempre Freud -, di sentirsi un gigante e dominare alberi, case e monti riuscendo con un solo passo a percorrere le mitiche &#8221; sette leghe&#8221; della famosa fiaba. E chi, di contro, per sfuggire alla realt\u00e0 o per il semplice desiderio di addentrarsi nei misteri e le magie del microcosmo, non ha mai desiderato di trasformarsi in un lilliput e dormire dentro una foglia o fare l&#8217;altalena su di un tralcio d&#8217;uva.<br \/>\nCredo che tutti siamo vittime di questi desideri che oggi, grazie alla fresca immaginazione di Nicoletta Tarli, \u00e8 possibile soddisfare cos\u00ec come ci insegna questo popolo di donne tutte uguali e tutte, quasi, senza volto, che preso per compagno di viaggio un colorato palloncino si sollevano da quei loro fioritissimi campi per veleggiare tra le ali del sogno e del desiderio o che, invece, fattesi microscopiche creature si insediano tra grappoli e chicchi d&#8217;uva o tra profumate rose, per vivere una dimensione di favola in un mondo di fiaba e leggenda.<br \/>\nIn ogni caso, comunque, \u00e8 come se ogni elemento si fosse liberato dal peso della sua funzione oggettiva e affrancato dal ricatto della realt\u00e0, in una libert\u00e0 espressiva piena e fantastica, riesca a divenire universo: ora rassicurante, ora gioioso, ora lucido, ma comunque sempre ricco di una bellezza innocente ed incontaminata.<br \/>\nLa pittura di Nicoletta Tarli, insomma, oltre a costituire una sicura espressione dell&#8217;inconscio, mi pare rappresenti, anche, un particolare atteggiamento dell&#8217;animo, una specifica concentrazione del proprio mondo emotivo ed una emozionante e complessa verit\u00e0 interiore, metaforicamente sotterranea, che fluisce in ognuno di noi, ma che solo lei sa portare alla luce in un insieme di pulsioni, influssi e miraggi.<br \/>\n<strong>Luciano Lepri<\/strong><br \/>\n<strong> critico d&#8217;arte<\/strong><br \/>\n<strong><br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><\/strong><\/p>\n<p>\u25cf Brividi dell&#8217;anima<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La pittura \u00e8 uno dei primi linguaggi dell&#8217;uomo e della donna. Le figure rupestri in grotte di memoria antica sono la prova documentale dell&#8217;homo sapiens in comunicazione. Il dipinto non \u00e8 solo, quindi, l&#8217;esito di chi vuole visualizzare in immagini i sentimenti, le sensazioni, le emozioni e le riflessioni ch&#8217;entro e fuori urgono. La risultanza figurativa non si esaurisce nell&#8217;estetica dell&#8217;evasione e dell&#8217;effimero. Anzi per molti pittori una tale deriva \u00e8 riduttiva e non di rado avvertono l&#8217;urgenza di andare oltre l&#8217;apparente per cogliere l&#8217;essenza del nostro essere in cammino. E la pittrice Nicoletta Tarli che da qualche decennio gode del consenso di tanti estimatori e dell&#8217;assenso motivato dei maggiori critici d&#8217;arte umbra, srotola nelle sue intriganti tavolozze, una gamma di sentimenti, di emozioni, di sensazioni che partendo da una squisita sensibilit\u00e0 femminile, trova ragion d&#8217;essere nei valori che insorgono prepotenti dalla sua anima. Le sue donne contadine senza mani e senza volto, (per fortuna non sempre) situate, in esterni e in interni, non sono frutto della casualit\u00e0 e dell&#8217;accidentalit\u00e0, ma, al contrario, sono espressione di una forte volont\u00e0 che vuole lanciare messaggi, non proprio ermetici, all&#8217;umanit\u00e0 che la circonda, che ci circonda. L&#8217;osservatore non si lasci ingannare, pi\u00f9 di tanto, dalle sapienti campiture cromatiche ora foriere di ombre, ora di luci. In verit\u00e0 la preoccupazione della pittrice Tarli non \u00e8 l&#8217;estetismo formale, anzi l&#8217;alterazione somatica \u00e8 motivo per pi\u00f9 e meglio far transitare il suo messaggio valoriale. Che mentre prescinde dalla bellezza femminile, dall&#8217;altro vuole testimoniare la rivendicazione di una identit\u00e0 e di una parit\u00e0 femminile che ha ben donde di reclamare dalle pieghe di una societ\u00e0 contadina in ritardo rispetto all&#8217;urgenza femminile.<br \/>\nOvviamente la rappresentazione della scena contadina e degli interni documentali di una casa d&#8217;antan, \u00e8 il pretesto accattivante per dare vita ad una urgente esigenza dell&#8217;anima di Nicoletta. Che per quanto si sforzi di oggettivizzare ed universalizzare il sofferto vissuto delle donne contadine, la verit\u00e0 di essere capita e compresa nella sua complessit\u00e0 emozionale risulta forte e imperante. E chi ha la pazienza di porsi in &#8220;auscultazione spirituale&#8221; di quel mondo che si matassa, al di l\u00e0 di remota ed improbabile parentela con Ligabue e Migneco, riceve una serie di scariche di adrenalina che fanno pensare, e a volte, sorridere amaramente per quanta incomprensione circonda la galassia femminile e quante urla di dolore restano nel nostro mondo pragmatico ed eticamente sordo, inascoltate. Che per dirlo sinteticamente con Blaise Pascal: <em>&#8220;Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione con conosce&#8221;.<\/em> Di conseguenza se si ha l&#8217;accortezza di accompagnare discretamente ed umilmente, la peregrinatio terrena dell&#8217;anima della Tarli, si riesce a percepire che dietro l\u2019apparenza di alcune soluzioni semplicistiche, si nasconde il vissuto di una donna, delle donne del XXI secolo. Che vivono la contraddizione non solo dell\u2019avere in contrasto con l\u2019essere, ma anche la distrazione di una umanit\u00e0 che va troppo di corsa e che dissolve nel niente il dono della vita. Di sicuro Nicoletta nel visualizzare, negli ultimi lavori, la compresenza dell\u2019uomo lancia ulteriori segnali. Si avverte il superamento di tetre ed ermetiche stagioni, dove l\u2019incomprensione la faceva da padrone, per proporre un tempo della speranza. Una speranza decodificata che si fa pregnante e corposa realt\u00e0 in quelle materiche esplosioni floreali, dove i petali e i pistilli suscitano forti sensazioni di vita. Di profumi. Di sensazioni. Di sensorialit\u00e0. Di sensualit\u00e0. Non si tratta di fiorellini fragili e deboli. Di ingenue trasparenze chiariste. Anzi. \u00c8 la prova concreta di una visione della vita differente che, seppur non si lascia completamente travolgere, va ad impigliarsi nell\u2019ottimismo. Senza il quale non si va da nessuna parte. E allora ci \u00e8 gradito invitare il visitatore a soffermarsi davanti alle opere di Nicoletta Tarli per godere di un \u00e9blouissement emozionale. Per vivere la dimensione dello stupore poetico.<br \/>\n<strong>Giovanni Zavarella<\/strong><br \/>\n<strong> critico d&#8217;arte<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u25cf Nicoletta Tarli ci offre nuovamente i suoi umori pi\u00f9 genuini non attraverso la risposta di una situazione o la movimentazione di un ritmo ma con quel dono benedetto che \u00e8 il colore. E non, si badi bene, intingendo sulle variabilit\u00e0 della tonalit\u00e0 o sulla costruzione di una trasparenza, ma ben altrimenti introducendosi in nicchie non esplorate dove la tinta diventa significato fuori da ogni convenienza descrittiva e dove lo spessore della materia non \u00e8 suggestione formale ma certezza lirica, perch\u00e9 nella pittrice perugina la realt\u00e0 opera senza sfinimenti accademici in un naturalismo semplice, vero, profumato di lontananze, illuminato di tenerezze antiche, turgido di segrete emozioni. Nicoletta Tarli sa dosare sobriet\u00e0 di effetti con la spontaneit\u00e0 dell&#8217;artista che introduce, se si pu\u00f2 dire, le calde ebbrezze della terra nella cornice soave di una contemplazione tersa, solo avvolta dalle vibrazioni dolcissime dei riflessi che si affacciano senza invasivit\u00e0, senza le consonanze quasi sillabiche della temporaneit\u00e0, senza la necessit\u00e0 armoniche dei rapporti estetici. In questa sua pittura c\u2019\u00e8 magari il languore di stagioni calde e anche l\u2018operosit\u00e0 di tradizioni inviolate, ma c\u2019\u00e8 pure il sapore contadino di ritualit\u00e0 mai smesse deposte sulle dolci solennit\u00e0 della memoria. Con un tratto, un segno, un disegno, e soprattutto una convinzione espressiva che danno rilievo al sentimento forse al di l\u00e0 delle congiunzioni compositive. Perch\u00e9 in Nicoletta opera molto il cuore, che guida la sua ispirazione, quasi un componimento senza cornici lieto di sensazioni mai tradite, quasi una sensuale visitazione delle cose, quasi la carnalit\u00e0 degli oggetti offerti sugli spazi purissimi dell\u2019innocenza, quella che magari fa di una natura morta il breviario della nostra vicenda di sempre.<br \/>\n<strong>Duccio Travaglia<\/strong><br \/>\n<strong> giornalista RAI e critico d&#8217;arte<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u25cf L&#8217;arte \u00e8 l\u2019unica cosa pulita sulla terra, a parte la santit\u00e0. Lo scriveva Huysmans, scrittore francese di origine fiamminga inquieto e sognatore. E la definizione mi riporta, con immediatezza, alle opere di Nicoletta Tarli. Pittrice dell\u2019anima. Difficile, almeno per quanto mi riguarda, trovare qualcosa di pi\u00f9 pertinente che esprima l\u2019essenza della sua arte. Guardate i suoi nudi di donna, sensuali, mai eccessivi, dolci e laceranti al tempo stesso; malinconici eppure soffusi di grande serenit\u00e0. Specchio dell\u2019anima di un&#8217;artista, ancorch\u00e9 molto giovane, che usa il colore con consumata sapienza. Ambientazioni in penombra che sconfinano in lirismo poetico di indubbio valore. Pittura e poesia. Due forme d&#8217;arte che si mescolano nell\u2019ampio percorso di Nicoletta Tarli. Elementi che si colgono nelle sue nature morte, negli scorci naif dei borghi umbri raffigurati con la purezza di chi ama la natura, il silenzio, l\u2019autenticit\u00e0 delle cose. Stili diversi, probabilmente frutto di un&#8217;ansiosa ricerca, persino angosciante, accomunati da tre costanti: il colore, l&#8217;espressione, il tatto. Artista discreta, Nicoletta Tarli fa trasparire la forza dei sentimenti sulla tela portando al culmine l\u2019emozione nelle figure di donne, vigorose o stanche, nelle puerpere, nei paesaggi senza tempo che diventano luoghi della memoria, negli interni decadenti illuminati dagli occhi dei felini pi\u00f9 che delle fiammelle dei ceri. C\u2019e\u2019 quanto basta, in lei, per definirla Artista.<br \/>\n<strong>Paolo Nonni<\/strong><br \/>\n<strong> (capo redattore de &#8220;Il resto del Carlino&#8221;)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il paesaggio dell&#8217;anima di Nicoletta Tarli Friedrich Durrenmatt avverte che \u201cse la realt\u00e0 potesse parlare non enuncerebbe formule di fisica ma canterebbe una canzone infantile\u201d. E noi parafrasandolo aggiungiamo che parlerebbe al nostro cuore con un dipinto, magari di Nicoletta Tarli, laddove la natura ci viene incontro con le braccia aperte di fiori e ruscelli. 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